Leonardo da Vinci, il rumore dell’idea

Ci si ritrova in netta difficoltà  quando si cerca di definire Leonardo da Vinci; un artista? Uno scienziato? Un inventore?

Tutte categorie calzanti anche se lui in realtá si presentava come giocoliere e organizzatore di feste, o meglio, un Grand Maestro. Da Vinci è stato sicuramente un genio poliedrico che ha saputo rendere reali i suoi sogni, disegnando, calcolando e dando forma alle sue idee, in grado di «percepire» il mondo attorno a lui arrivando a prevederne la sua evoluzione.
«…Certi individui cambieranno di emisfero in un attimo. Gli uomini si muoveranno rapidamente tra le stelle. Parlassi li omini di remotissimi paesi l’uno e l’altro risponderansi. Tutti gli esseri umani si parleranno e si comprenderanno e quasi toccheranno pur stando in emisferi diversi..»
Le frasi riportate sono di un giovane da Vinci che potrebbe solo che compiacersi vedendo come, nel 2019, queste sue idee si siano concretizzate attraverso il telefono, gli aerei e le macchine che egli stesso ha contribuito a inventare. Un genio che è stato quindi in grado di «velocizzare lo spirito dell’innovazione» come ha spiegato Alessandro Garofalo, professore e CEO di “Garofalo & Idee associate”, nell’ appuntamento del 7 novembre nella sede di LDV20 in via Leonardo da Vinci 20.
Alessandro , esperto di innovazione, nasce come fisico nucleare ma inizia fin da subito ad occuparsi di fornire consulenze aziendali sul tema dell’innovazione. Durante un incontro con uno studioso americano si è avvicinato a da Vinci, iniziandolo a studiare in tutte le sue sfumature, arrivando così ad individuare sette punti attorno ai quali il suo genio si compone. Curiosità, dimostrazione,sensazione, sfumato, arte/ scienza, corporalità e la capacità di intuire lo sviluppo della società. Garofalo attraverso questi punti è riuscito a dipingere l’ incredibile mente di da Vinci, dalla capacità di passare da una scienza all’altra alla ricerca di quel confine da poter superare per dare vita all’innovazione . Non dimentica la fondamentale disciplina declinata nella fatica, nell’esercizio senza la quale nessuna idea può venir realizzata. Ha ricordato anche lo studio sullo sviluppo della multisensorialità di Leonardo e la sua ricerca dell’incertezza, attraverso lo sfumato, per imparare ad affrontarla. Infine si è fatto cenno alla scoperta dell’ equilibrio tra la bellezza dell’arte e il metodo rigoroso della scienza e al saper riconoscere il personale bioritmo per capire quando il nostro corpo ha necessità di riposarsi. Quelli emersi sono tutti tratti della personalità di un uomo del rinascimento dalla quale possiamo apprendere e far diventare un aiuto e uno stimolo anche per noi che viviamo nella contemporaneità.
Il Leonardo da Vinci raccontato in quella che non poteva che essere la sede più calzante, è riuscito a fare ancora una volta da maestro spronandoci ad ascoltare quello che lui chiamava il «rumore delle idee» che in una serata così non poteva che emergere in ogni uditore.
Questo quarto appuntamento della rassegna “Ritorno al futuro” si è arricchito anche della presentazione della mostra «Leonardo 500» che si terrà a Bolzano dal 13 novembre all’ 11 dicembre 2019. In questa occasione saranno visibili 30 tavole del «Codice Atlantico» affiancate da disegni e modellini di Leonardo da Vinci, e saranno previste delle conferenze sul tema dello sviluppo e della ricerca scientifica.

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